Le disposizioni del “Decreto Liquidità” in materia societaria volte a fronteggiare l’emergenza.

Negli articoli 6, 7 e 8, del D.L. n. 23 dell’8 aprile 2020 (c.d. “Decreto Liquidità”), sono contenute disposizioni in materia societaria ispirate alla duplice esigenza di:
• ridimensionare gli effetti negativi dell’emergenza sanitaria (e conseguentemente economica) nei bilanci o comunque sulla situazione patrimoniale e finanziaria delle imprese;
• incentivare l’afflusso di liquidità in favore delle stesse.
L’art. 6 del Decreto Liquidità dispone che, nel periodo compreso tra il 9 aprile 2020 e il 31 dicembre 2020, non trovano applicazione le disposizioni in tema di:
1) riduzione del capitale per perdite (art. 2446, commi 2 e 3 c.c. e art. 2482 bis, commi 4, 5 e 6 c.c.);
2) riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale (artt. 2447 e 2482 ter c.c.);
3) cause di scioglimento delle società per riduzione o perdita del capitale (artt. 2484, n.4 e 2545 duodecies c.c.).
La disposizione è volta ad evitare che, come conseguenza delle probabili perdite causate dalla pandemia e dal conseguente blocco delle attività produttive, gli amministratori si vengano a trovare nella condizione di dover chiedere la messa in liquidazione delle società.
Ai sensi dell’art.7 del Decreto Liquidità, è consentita, alle imprese che prima della crisi presentavano una regolare prospettiva di continuità, nella redazione del bilancio di esercizio in corso nonché di quelli chiusi al 23 febbraio 2020 ma non ancora approvati, la valutazione delle voci nella prospettiva della continuità aziendale di cui all’art. 2423 bis, comma primo, n. 1) c.c., purché detta continuità risulti sussistente nell’ultimo bilancio di esercizio chiuso in data anteriore al 23 febbraio 2020.
La norma impone agli amministratori di dare comunque specifica illustrazione di tale criterio di valutazione nella nota informativa, anche richiamando le risultanze del bilancio precedente.
L’art. 8 del Decreto Liquidità dispone la disapplicazione del principio della postergazione dei finanziamenti soci e dei finanziamenti infra-gruppo, in relazione ai finanziamenti effettuati sino al 31 dicembre 2020. La norma in questione consente ai soci ovvero a chi esercita attività di direzione e coordinamento nell’ambito di un gruppo, di poter effettuare un finanziamento alla stessa senza correre il rischio che tale finanziamento venga considerato postergato. Si tratta, ovviamente, di una norma volta a favorire tali forme di finanziamento nella presente fase.

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