Misure Decreto Cura Italia e segnalazione Centrale rischi

Per alcune tipologie di imprese che auto-dichiarino – ai sensi del d.P.R. 445/2000 – di essere state danneggiate dalla emergenza epidemiologica di Covid-19, che abbiano sede nel territorio della Repubblica Italiana e che rientrano nelle categorie di “microimpresa” o “piccola e media impresa” come definite dalla Raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003 (imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro oppure il cui totale dell’attivo patrimoniale risultante dal bilancio non supera i 43 milioni di euro) tra le misure previste nel D.L. n. 18/2020 l’art. 56 co. 2 dispone che :
a) per le aperture di credito sino a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti, in corso alla data del 17 marzo 2020, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
b) il rimborso dei prestiti non rateali che scadono prima del 30 settembre 2020 è posticipato, senza alcuna formalità, al 30 settembre 2020, alle medesime condizioni
c) per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; È facoltà delle imprese richiedere la sospensione del pagamento dell’intera rata o soltanto dei rimborsi in conto capitale.
Ovviamente, come è stato precisato anche nella relazione illustrativa del Decreto Legge, tali misure si applicano esclusivamente ai finanziamenti ottenuti prima del 17 marzo 2020.
Alla luce di quanto sopra, la Banca d’Italia con comunicazione del 23 marzo e del 18 aprile ha sottolineato come gli intermediari dovranno tenere conto di queste previsioni ai fini delle segnalazioni alla Centrale dei rischi e che, con riferimento alle disposizioni normative indicate nel documento, il soggetto finanziato non potrà essere classificato a sofferenza dal momento in cui il beneficio è stato accordato.

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