Spostamenti dei genitori separati per raggiungere i figli minori alla luce delle nuove disposizioni sul COVID-19

Stando ai chiarimenti forniti dal Governo sul sito istituzionale (Decreto #IoRestoaCasa, domande frequenti sulle misure adottate dal Governo), gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche da un Comune all’altro, nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario, e possono avvenire
– secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio,
– ma anche “in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori”.
Dunque, un accordo tra i genitori può supplire alla mancanza di un provvedimento dell’Autorità giudiziaria che riconosce loro il diritto di visita. Tale accordo dovrà risultare da un atto scritto, nel quale individuare in maniera precisa tempi e modalità degli spostamenti del figlio minorenne.
Al riguardo, tuttavia, si segnala che una parte della giurisprudenza recentemente pronunciatasi sul punto, ritenendo che nell’emergenza in corso, alla luce dei rischi connessi allo spostamento dei minori, il diritto-dovere dei genitori e dei figli minori di incontrarsi è recessivo rispetto alle limitazioni alla circolazione delle persone e rispetto al diritto alla salute (art. 32 Cost.), ha ritenuto opportuno interrompere le visite, essendo garantita la frequentazione con l’altro genitore mediante colloqui da remoto anche a mezzo di videochiamata con cadenza quotidiana, secondo l’orario che i genitori possono concordare (Trib. Napoli 26 marzo 2020; Corte d’Appello di Bari, sez. Minori e Famiglia, 26 marzo 2020).
A tale orientamento se ne contrappone altro secondo cui l’attuale normativa, volta a contrastare l’emergenza sanitaria in atto anche attraverso limitazioni alla circolazione delle persone sul territorio, non incide sul diritto del minore di frequentare il genitore non convivente e neppure sul correlato esercizio del diritto di visita da parte di quest’ultimo, e ciò a garanzia del rispetto del principio delle bi-genitorialità. È tuttavia doveroso valutare ogni singola situazione familiare e l’eventuale necessità di tutelare i figli dal pericolo di contrarre il virus. (Tribunali di Brescia e La Spezia).

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